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Aglio (Allium sativum)

scheda pianta
Aglio

È il comune aglio coltivato, appartenente alla famiglia delle Liliacee.
Ha foglie allungate sottili, un lungo fusto che termina con un'infiorescenza a ombrella di fiori piccoli, bianchi o rossicci.
L'aglio è coltivato per la produzione del bulbo, composto di vari bulbilli, chiamati comunemente spicchi e riuniti insieme da un involucro membranoso.
Le varietà colturali differiscono per il colore degli involucri e si distinguono in bianco comune, rosa primaticcio (destinato al consumo fresco) e rosso.
La raccolta dei bulbi viene effettuata quando la pianta è quasi secca; si procede quindi a un breve essiccamento al sole e alla conservazione in locali asciutti.
I bulbi contengono protidi (6%), una buona percentuale di zuccheri (6%), sali minerali (fosforo, iodio ecc.), piccole quantità di vitamine,
e un'essenza solforata che conferisce all'aglio l'inconfondibile aroma.
L'aglio consumato crudo ha molteplici proprietà: tra le più valide e provate citiamo quella ipotensiva e antisettica (disinfettante);
abbassa inoltre il tasso di zuccheri e di colesterolo nel sangue, e presenta un'azione potente come vermifugo.
L'aglio è controindicato per le persone soggette a irritazione del tubo digerente e alle donne nel periodo di allattamento.
L'aglio non necessita di particolari climi né di un terreno specifico (meglio evitare però i terreni troppo umidi).
Richiede concimazione con letame stagionato, e innaffiatura limitata.

Semina La riproduzione dell'aglio avviene per bulbi: si interrano pertanto gli spicchi più "esterni" fra quelli che costituiscono "la testa" dell'aglio, compresi di buccia e con la punta rivolta verso l'alto, a una profondità di 5/10 cm. L'epoca della semina è compresa tra l'autunno e l'inverno.
Raccolta Si effettua d'estate, quando la parte esterna risulta secca, estraendo i bulbi dal terreno e lasciandoli essiccare al sole.
Uso L'aglio trova un larghissimo impiego in cucina come aromatizzante, sia cotto che crudo, nelle più svariate preparazioni. La cottura altera l'essenza contenuta nei bulbi: per mantenere intatto tutto l'aroma è consigliabile soffriggerlo o aggiungerlo crudo alla fine

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