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Il diserbo del prato

Tecniche e consigli

Il diserbo del prato: come quando e perchè

digitariaNella gestione di un prato ornamentale, presto o tardi si deve fare i conti con le erbe infestanti, ovvero erbe non volute che guastano il prato sia dal punto di vista estetico, sia dal punto di vista biologico in quanto competono in spazio e in nutrienti con le erbe costituenti il prato; il processo di colonizzazione è un fatto del tutto naturale ma la velocità con cui questo si propaga può essere contrastato efficacemente dal prato medesimo perchè un prato in perfetta salute limita lo sviluppo delle erbe infestanti in quanto la sua compattezza funge da barriera. Le infestanti in genere più fastidiose dei tappeti erbosi già consolidati sono quelle perenni a portamento strisciante o che crescono da rosette basali, come la margherita, il trifoglio, la veronica, la piantaggine: tutte piante che si adattano ad un portamento basso e quindi non risentono di una tosatura bassa regolare.

Per essere sicuri che almeno all'inizio il tappeto erboso sia privo di infestanti, seminare o posare le piote su un terreno completamente ripulito e tenuto a maggese.
Una tosatura regolare (effettuata avendo cura di usare anche il cestello raccoglierba), abbinata a nutrizione e irrigazione oculata sono la migliore garanzia di contrasto all' insediamento delle infestanti, perchè come detto manterranno il tappeto erboso folto e in buone condizioni di salute.

Le infestanti possono raggiungere il tappeto erboso in diversi modi naturali: semi trasportati dal vento, dagli uccelli, da scarpe infangate, da macchine o attrezzi; ma possono giungere anche perchè ono nascosti in terreno nonsterilizzato o composta mal fatta usata per la concimazione dì superficie.

Quando si taglia l' erba usare sempre un cestello raccoglierba per ridurre la diffusione delle infestanti, perchè ad esempio parti di stoloni di alcune infestanti possono ricrescere se non vengono tolti dal prato, mentre i semi del trifoglio comune, che autosementisce, si sparpagliano molto facilmente.
La sarchiatura manuale con un sarchiello o un estirpatore può essere una buona soluzione se le infestanti sono sparpagliate, ma è essenziale rassodare bene il terreno circostante dopo la rimozione di ogni infestante. Sarchiaremanualmente solo in primavera durante un periodo di intenso sviluppo vegetativo, quando l'erba ricrescerà velocemente, per riempire le chiazze nude. Più avanti nell'anno, quando è secco, l'erba cresce più lentamente e ci sono più semi di infestanti, quindi il rischio di una ricolonizzazione delle chiazze nude da parte delle malerbe o del muschio, se a un periodo caldo e asciutto ne segue uno di tempo umido, sarà molto maggiore. Se nel tappeto erboso sono presenti molte infestanti, il danno è fatto e rischia di peggiorare fino a diventare non più controllabile; è necessario ricorrere a erbicidi, in quanto il diserbo manuale non è più realizzabile.

Diserbanti

Premettiamo che siamo contrati ad un uso indiscriminato di prodotti chimici nei prati, pratica purtroppo sempre più diffusa che rende sovente i prati vere e proprie " bombe ecologiche" pericolose per tutti; quello che illustriamo di seguito sono tecniche e pratiche generalmente superflue quando un prato è ben tenuto e curato.

Per un trattamento localizzato si ricorre a volte alle sabbie da prato, che contengono solfato d'ammonio e solfato di ferro; distribuite sulle foglie piatte e nella corona delle infestanti a rosetta, hanno un effetto caustico o corrosivo. La fonte di azoto altamente localizzata inibisce anche la crescita del trifoglio quando ne raggiunge le radici. Spesso però lo sviluppo riprende vigoroso e la sabbia da prato è ormai scarsamente utilizzata, sostituita da diserbanti selettivi che non danneggiano l'erba eretta a fili sottili, mentre uccidono o frenano la crescita delle infestanti a foglia larga.
Alcune malerbe muoiono dopo una sola somministrazione, altre possono richiederne diverse.
La maggior parte dei diserbanti specifici contengono due e a volte tre ingredienti attivi, come il mecoprop, l'MCPA o il 2,4-D.
Un prodotto che contiene due ingredienti attivi diversi agirà su una gamma più vasta di infestanti rispetto a uno che ne contiene uno solo. Per decidere qual è il migliore, fare una lista dei diversi tipi di infestanti del proprio tappeto erboso; controllare le miscele specifiche e sceglierne una che è consigliata contro quelle specie. Se alcune infestanti non muoiono dopo la prima somministrazione, ripetere il trattamento dopo quattro o cinque settimane. Alcune potranno resistere anche al secondo trattamento, nel qual caso assicurarsi della loro specie e controllare i mezzi di eliminazione più efficaci. Questo può indicare la necessità di passare a un altro diserbante o può suggerire alcuni provvedimenti colturali che aiutino a indebolire o a frenare la diffusione delle infestanti.

Forme e metodi di applicazione

La maggior parte dei diserbanti sono venduti come concentrati liquidi da diluire nell'acqua prima dell'uso.
Per le zone più estese usare nebulizzatori a bassa pressione a spruzzo medio, ad es. i nebulizzatori a zaino con raccordo per asta e lancia o modelli a ruote con un'asta frontale. Per i tappeti erbosi più piccoli, dove c'è pericolo di diffusione del diserbante sulle piante circostanti, è meglio usare un annaffiatoio a rosa fine o con una barra a ugelli, in modo che le goccioline siano più grandi di quelle di un nebulizzatore, con minor rischio che siano trasportate dal vento. Alcuni fertilizzanti contengono già degli erbicidi in polvere, consentendo di compiere con una sola operazione concimazione e diserbo. I diserbanti da prato sono disponibili anche in bombolette spray o sotto forma di stick solidi per trattare le infestanti isolate. Alcuni spray hanno il vantaggio di lasciare un alone di schiuma che persiste per un po' anche dopo la somministrazione.
Anche se il trattamento localizzato è una soluzione meno costosa della nebulizzazione generale dove ci sono poche infestanti, si possono tuttavia provocare ustioni temporanee all'erba circostante, poiché è difficile dosare esattamente la quantità da applicare. Applicare i diserbanti dalla primavera alla fine dell'estate, quando il tempo è bello e caldo, il terreno è completamente umido e l'erba cresce vigorosa.
Allora il diserbante si diffonde rapidamente in tutta l'infestante; l'erba, che è in crescita vigorosa ne prenderà il posto non appena l'infestante muore.
Distribuire un fertilizzante azotato una o due settimane prima di usare il diserbante: ciò favorirà una buona ripresa dell'erba.
Applicare poi l'erbicida uniformemente con l'aiuto di canne e spago.

 

ERRORI DA EVITARE

In questo elenco indichiamo i principali errori da non commettere somministrando un diserbante, per non comprometterne l' efficacia o per non correre il rischio di pericolose contaminzazioni

  • Non distribuirli nei primi mesi freddi dell'anno o in un periodo di siccità quando la crescita è stentata, perchè in entrambi i casi l' efficacia viene ridotta anche di parecchio.
  • Non distribuirli immediatamente prima che piova, altrimenti una gran parte verrà dispersa nel terreno.
  • Non applicarli quando tira vento, perché possono venire a contatto con le piante circostanti. Se ciò avviene, spruzzare subito le piante con molta acqua pulita
  • Non applicarli immediatamente prima di tagliare l'erba, altrimenti gran parte della superficie fogliare trattata verrà eliminata prima che il diserbante abbia raggiunto le radici. Se possibile, lasciar passare tre o quattro giorni prima di tosare.
  • Non impiegarli in dose superiore a quella indicata sulla confezione: una concentrazione troppo alta può uccidere le foglie prima di raggiungere le radici e l'infestante quindi ricrescerebbe. Si rischia anche di danneggiare seriamente l'erba circostante con conseguente perdita estetica del prato.
  • Non tagliare il prato subito prima della somministrazione del diserbante, altrimenti la superficie fogliare in grado di ricevere e assorbire il prodotto sarà molto ridotta. Non usare l'erba sfalciata fresca come pacciamatura per almeno due settimane dopo il trattamento. La si può utilizzare fresca come materiale per la composta, ma la composta risultante non andrà impiegata per almeno sei mesi.

Incredibilmente, questi errori vengono computi regolarmente anche da addetti ai lavori, e sono errori che il prato paga sempre duramente.

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