Guida alla coltivazione delle piante in vaso

Il vaso, ovvero il luogo dove vive la maggioranza delle piante ornamentali; in questo articolo vedremo come rendere possibile la vita di specie vegetali nello spazio ristretto di un vaso.

E' necessaria una doverosa premessa: il vaso è un situazione di compromesso per la pianta che si "adatta" a vivere nello spazio ristretto in maniera simile a come fa un gatto o un cane che si "abitua" a vivere in un appartamento; si parte da una situazione contingente di stress ed adattamento, ma si può giungere ad un punto di equilibrio in grado di dare benessere alle piante, pur nello spazio angusto di qualche centimetro di terra.

Quali specie possono essere coltivate in vaso?

Da un punto strettamente teorico, praticamente tutte; un aspetto quasi implicito è  che alberi e arbusti di notevoli dimensioni non potranno ovviamente svilupparsi al meglio come invece avverrebbe in piena terra, ma i bonsai sono la testimonianza lampante che specie d’alto fusto sono in grado di  vivere decine o anche centinaia di anni in un piccolo contenitore; questo ci dimostra che qualsiasi pianta può essere coltivata in vaso, almeno per lunghi periodi della sua vita, a condizione di offrirle acqua, luce, umidità, terreno e fertilizzanti adeguati alle sue esigenze. Proprio la disponibilità d'acqua è la regola numero uno per la sopravvivenza delle piante in vaso; bisogna sempre ricordare che la terra in vaso è poca e quindi tende a seccare in modo più deciso rispetto alla piena terra.

L'apparato radicale delle piante grasse non è molto sviluppato
L'apparato radicale delle piante grasse non è molto sviluppato: sono perfette per la coltivazione in vaso!

Le dimensioni contano...

Le dimensioni del contenitore/vaso sono molto importanti per la salute delle nostre piante; a meno che non si pratichino tecniche di miniaturizzazione come il bonsai, l'apparato radicale delle piante in vaso deve avere lo spazio minimo per sopravvivere, e si deve considerare che c'è un rapporto diretto e proporzionale tra la crescita della pianta, il suo sviluppo vegetativo ed il suo apparato radicale.
Specie con ritmo di crescita lento, come ad esempio parecchie piante grasse, dimensioni inferiori rispetto alle specie che hanno ritmo di sviluppo più elevato.

Questo fattore è determinato in maniera decisiva sia dalle condizioni ambientali (tipo di substrato, temperatura, luce e umidità) che dalla tipologia di specie che si desidera coltivare, in quanto ognuna ha le sue esigenze; anche le tecniche colturali, come la forzatura, hanno impatto e di questo bisogna tenerne conto.

L'apparato radicale

L'apparato radicale è l’insieme di tutte le ramificazioni delle radici, che si diramano irradiandosi nel terreno in tutte le direzioni, attorno alla base del fusto, che resta perciò solidamente ancorato al terreno e in grado di sopportare grandi sforzi di piegamento. Se sommassimo tutte le lunghezze di tutte  le ramificazioni radicali si otterrebbero valori incredibili, tanto più se si prendono in esame le piante caratteristiche dei climi o dei terreni aridi. Nelle piante erbacee del nostro Paese la lunghezza totale dell’apparato radicale arriva a centinaia di metri (ad esempio 500-600 per il frumento).

Le piante non si muovono ma vanno lontano...

Le piante che nella loro evoluzione hanno dovuto adattarsi alla vita in terreni molto asciutti e permeabili, sviluppano, a fronte di una limitata espansione della parte aerea, un apparato radicale della mole di un grande albero, che si spinge fino a 30-40 m di profondità alla ricerca della falda acquifera, come fa ad esempio Alhagi camelorum del deserto.

La scelta del vaso

Se arriverete alla fine di questo articolo constaterete di persona quanto sbagliate siano in genere le dimensioni di un vaso;  la misura e la forma del vaso devono essere scelte tenendo conto del tipo di radici che possono essere profonde o superficiali, allargate o a fittone (ovvero una radice principale grossa, direzionata verso il basso).

Quando lo spazio all’interno del contenitore è stato completamente occupato dalle radici, se la pianta viene lasciata ulteriormente in questa condizione, si evidenzierà un rallentamento della crescita che aumenterà fino all’arresto dello sviluppo, nonché una sofferenza generale della pianta. Questo accade sostanzialmente perché il vegetale non ha più terreno a disposizione da cui trarre nutrimento; la funzione del rinvaso infatti, è proprio quella di dare alla pianta il terreno che le manca, dal momento che le radici occupano tutto lo spazio disponibile e il terriccio posto in origine nel contenitore è del tutto esaurito.

Si deve cercare di ricreare al meglio il terreno che la pianta predilgerebbe in natura, magari scegliendo tra i vari tipi di terriccio, tenendo sempre a mente che ci troviamo in una condizione di vita artificiale, in cui la pianta ha perso la propria autosufficienza e non dipende più dalla natura, ma dipende completamente da noi, dalla nostra attenzione e dalla nostra sensibilità al suo stato di benessere o di sofferenza.

Casa = benessere? No!

Troppo spesso nel pensare agli animali e alle piante tendiamo a commettere l'errore di ritenere che il confort delle nostre case sia l'ambiente ideale anche per loro; non è assolutamente così!
Nello specifico le piante d’appartamento sono costrette a vivere in un ambiente dove "non piove mai" e questo per le piante delle foreste equatoriali (come per esempio la Dieffenbachia) originarie di ambienti con alta umidità atmosferica, è un grosso problema; in questi casi è necessaria  una frequente umidificazione delle foglie e saltuariamente, dove è possibile, una vera e propria doccia che le liberi dalla polvere. In questa operazione è bene prestare attenzione alla qualità dell’acqua, in quanto il calcare o l’eventuale presenza di sostanze disinfettanti possono macchiare o danneggiare anche gravemente i tessuti vegetali.

Per coltivare correttamente le piante in vaso, bisogna considerare quindi attentamente le esigenze delle piante che si vogliono coltivare, per fa si che il nostro piacere nel vederle in casa o sul balcone, non si traduca per loro in un disagio o peggio in una lenta agonia, è indispensabile conoscerne i reali bisogni al fine di ricreare e offrire le condizioni adatte alla loro vita e alla loro crescita.

Gli elementi da considerare

Temperatura, apporto idrico, fertilizzazione, luce, umidità devono esere calibratii correttamente sulle esigenze di ciascuna pianta affinchè non debba soffrire della vita in contenitore diversa si dalle condizioni naturali, ma comunque adatta alla sopravvivenza e in grado di fornire le condizioni per una crescita rigogliosa; con poche semplici attenzioni si può fare, e la soddisfazione che ci arreccherà sarà davvero elevata

Buono a sapersi

La lunghezza dell'apparato radicale è per certi versi davvero sorprendente; alcuni esempi: 500-600 m di lunghezza per il frumento, 1000 m per il mais, 2500 m nella zucca, 5 km per una betulla di vent’anni.

 

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